Per poter scrivere questa ricetta è giusto io faccia prima outing. Amo guardare i programmi culinari di Nigella! Per chi non la conoscesse Nigella è una bella e formosissima donna inglese, vive a Londra con i suoi figli ormai grandi e da anni si occupa di programmi culinari e di libri di cucina. Da poco ho scoperto che nonostante il successo e la fama, la mia amata Nigella ha purtroppo avuto una vita privata tormentata, segnata da lutti e matrimoni infelici, il che me l’ha resa ancora più simpatica se si può.

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Quando sono in crisi ipoglicemica o in sindrome premestruale lei gentilmente mi ospita nella sua bellissima cucina, enorme, con vettovaglie appese dal soffitto, lucine di natale accese tutto l’anno, grandi finestre inglesi incorniciate da edere verdissime e con lussuriosa golosità inizia a cucinare manicaretti pieni di burro, maiale, cioccolato, spezie ed erbe aromatiche come solo una vera britannica potrebbe fare, quasi senza cognizione insomma. Sebbene io a volte mi ritrovi con gli occhi strabuzzanti per la proposta di un piatto italiano che di italiano non ha più quasi nulla o di una pietanza “leggera” che potrebbe provocare un ictus lampo, finita la puntata sospiro e di solito mi dirigo in cucina a cucinare qualcosa di molto speziato e saporito. Nigella Lawson fa questo effetto a me e a mia figlia Lucilla: ce la guardiamo dal divano commentando e a volte prendendo un appunto, poi andiamo in cucina e ci proviamo. Siccome però io proprio non riesco a usare tutto quel condimento e a ipersalare i cibi ne tanto meno a mettere il mascarpone in ogni dove, le ricette di Nigella quando le rifaccio vengono comunque rivisitate con lo spirito del Less Is More, con grande disappunto di mia figlia che, poverina, si deve comunque adattare alle mie direttive. Tanto è il disappunto di Lucilla che mi ha dato un soprannome. Io l’ho trovato talmente divertente che ho deciso di adottarlo come alter ego mio e di Nigella, una specie di nuovo personaggio che prende le ricette troppo sature di grassi e di ingredienti e le ripropone in una veste più consumabile anche da chi un po’ alla salute ci tiene. Ed ecco a voi le ricette di GINELLA, che sarei sempre io: traduco le ricette di Nigella, scambio qualche ingrediente et voilà.


Passiamo dunque alla ricetta di oggi: si tratta di una versione vegana del Dhansak con lenticchie, datteri e tamarindo. La zuppa tradizionale indiana in origine prevede la presenza di montone, lenticchie e altre verdure. Naturalmente esistono infinite versioni di questa zuppa, con e senza zucca, patate, carne di agnello, frullata, a pezzi e chi più ne ha più ne metta. La ricetta originale di Nigella la trovate qui, non ho fatto grossi cambiamenti come vedete è una versione equilibrata.


lenticchie

Ingredienti per 4 :

  • 3 cucchiaini di Olio EVO
  • 1 spicchio di aglio grattugiato o intero
  • 3 cucchiaini di semi di cumino
  • 1 pezzo di radice di zenzero grattugiata
  • 200g di lenticchie secche (la qualità che più vi piace)
  • 3 cucchiaini di pasta di tamarindo (o il succo di 1 limone)
  • 750ml di acqua bollente
  • 75g di datteri (tagliati)
  • 2 foglie di alloro
  • 3 rametti di aneto fresco tritato
  • 1 cucchiaio di arilli di melograno
  • 250g di riso integrale (o cous cous o quinoa)

Procedimento:

Scaldare l’ olio in una padella bassa pesante con coperchio e saltare i semi di cumino per alcuni secondi insieme all’aglio che potete usare tritato o intero a seconda di come vi piace di più. Aggiungere lo zenzero e mescolare per un altro minuto senza far bruciare ovviamente. Aggiungetele le lenticchie nella padella, mescolandole bene con il cumino, lo zenzero e l’aglio, a questo punto aggiungete il cucchiaio di pasta di tamarindo e versate l’acqua bollente e leggermente salata. Ora la domanda sorge spontanea: dove la trovo la pasta di tamarindo?

tamarindo

Se vivete in una grande città non avrete problemi a reperirla, un asian market o un negozio bio ben fornito sicuramente ce l’avranno, altrimenti potete usare internet per acquistarla online. Se proprio non la trovate, sostituite il tamarindo con il succo di un limone. Tritate grossolanamente i datteri e aggiungeteli insieme alle foglie di alloro. Portate a ebollizione. Coprite con il coperchio, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per circa 30 minuti. Le lenticchie dovrebbero assorbire la maggior parte dell’acqua e la consistenza dovrebbe essere morbida. A parte cuocete il riso integrale oppure del cous cous o della quinoa da servire in accompagnamento.
Prima di servire cospargete la zuppa con l’aneto tritato o gli arilli di melograno. Buon appetito!!!


NEWS NUTRIZIONALI ovvero perchè prenderla tanto in considerazione?

  • Semi di cumino: stimolano la secrezione pancreatica quindi aiutano la digestione e l’assimilazione di sostanze nutritizie.
  • Aglio: fonte di vitamina B6, manganese, selenio, fosforo, calcio, potassio, ferro e rame. Ha azione di antibatterico naturale.
  • Zenzero: allevia i disturbi intestinali con effetto carminativo e spasmolitico. E’ un antinfiammatorio naturale (per il contenuto in gingeroli) e ha azione drenante.
  • Lenticchie: ottima fonte di proteine, acido folico, fibre e minerali tra cui ferro, magnesio, zinco e rame.
  • Aneto: carminativo, ricco di terpeni e flavonoidi aiuta a disintossicare il fegato.
  • Tamarindo: ricco di potassio (presente in grande quantità), fosforo, magnesio, sodio, calcio, selenio, vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6. Ottimo regolatore intestinale, con proprietà lassative, antibatteriche e antinfiammatorie.
  • Riso integrale: il riso integrale ripaga il tempo di cottura più lungo donandoci tante vitamine del gruppo B, manganese, ferro, selenio, magnesio, fosforo nonché proteine e il gamma-orizanolo, un composto che aiuta nei problemi di digestione, menopausa e ipercolesterolemia.
  • Datteri: fonte di fibre, vitamine del gruppo B, rame, potassio, manganese, magnesio, ferro e fosforo. Attenzione però se siete allergici ai pollini di Betulla, Artemisia, Segale, Coda di topo, Acacia e Gramigna rossa potreste presentare ipersensibilità anche verso questi frutti.
  • Melograno: del melograno trovate notizie approfondite qui.

Una porzione di zuppa contiene in media:

Kcal 400
Carboidrati (g) 69
Proteine (g) 10,3 – tutte vegetali!!!!!!
Grassi (g) 9


A me piace tanto, ha un gusto aspro-dolce, è una gustosa sostituzione per la carne. Quindi provatela e fatemi vedere le vostre versioni. Sia a Ginella che a Nigella la cosa non potrà che fare piacere.

Fonti:

http://www.nigella.com/recipes/view/lentil-tamarind-and-date-dhansak

M. Murray et al. Enciclopedia della nutrizione. Tecniche nuove