Ovvero come puoi capire da sola se il tuo intestino sta bene.

Ora se fino ad oggi non avete sentito parlare di microbioma, salute intestinale, probiotici o siete eremiti che vivono soli e senza connessione internet oppure non amate usare i social, aspetto che comprendo e approvo. Comunque sia, sembra che nell’ultimo periodo buona parte della ricerca scientifica si stia focalizzando su cosa sia in grado di influenzare l’assetto del nostro microbioma, le prospettive sono interessanti ma consiglio sempre di accogliere tutto con senso critico e verificando (indico questo sito per chi mastica un po’ di scienza, inglese e di riviste di settore: https://phylogenomics.blogspot.it/ ). Ora, cercando di non dare nulla per scontato e volendo rivolgermi ad un pubblico ampio credo che sia mia dovere fornire una definizione di microbioma. Wikipedia senza scomodarmi troppo ci dice che:

Il microbioma è l’insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi di un ambiente definito. Un ambiente definito potrebbe essere un intero organismo (per esempio, un essere umano) o parti di esso (per esempio, l’intestino o la cute).

Nel nostro intestino vivono popolazioni di batteri che in totale costituiscono un numero di cellule molto ma molto più numeroso di quelle che ci formano.

microbi

Avere le giuste popolazioni batteriche vuol dire riuscire a digerire in modo adeguato ciò che mangiamo e di conseguenza avere un intestino sano. Un intestino sano è strettamente legato alla salute del nostro sistema immunitario e all’eventuale stato di infiammazione silente sistemica. E’ chiaro quindi perché tanto interesse nei confronti dell’intestino: implicazioni con malattie autoimmuni, implicazioni con malattie croniche, implicazioni con disbiosi importanti (come la SIBO), implicazioni con infezioni come Clostridium difficile o Helycobacter pylori e via così. Se soffrite di alcune di queste condizioni il mio miglior consiglio è quello di cercare un OTTIMO medico specialista e affidarvici, sono certa saprà indirizzarvi verso i test più adeguati, saprà elaborare una diagnosi e di conseguenza darvi le giuste indicazioni di stile di vita ed eventuale terapia da seguire. Se invece volete solo farvi un’idea sulla salute del vostro intestino e se NON SIETE SCHIZZINOSI posso darvi alcune indicazioni su come capire a casa se tutto procede per il meglio o se ci sono dei campanelli di allarme a cui iniziare a dare retta.

Scommetto vi starete chiedendo perché ho scritto che non dovete essere schizzinosi; la risposta è veramente semplice: bisogna fare attenzione alla nostra cacca. Ecco perché possiamo continuare a parlare per ore ed orette della “salute intestinale”, del “giusto assetto del microbioma” ma sostanzialmente noi stiamo parlando di cacca.

Lo so che non è pertinente ma questo libro lo consiglio a tutte le mamme, è veramente utile soprattutto nella fase "togli il pannolino"

Lo so che non è pertinente ma questo libro lo consiglio a tutte le mamme, è veramente utile soprattutto nella fase “togli il pannolino”

Quindi cosa possiamo controllare? La prima cosa che possiamo andare a controllare è


 

IL TEMPO DI TRANSITO, vale a dire quanto tempo un cibo ci mette, dall’ingestione, a essere espulso sotto forma di feci. Quindi è un test che ci aiuta a capire se c’è costipazione (quindi una flora batterica non equilibrata o una dieta povera in alimenti ricchi di fibra) o se il transito sia troppo veloce quindi se ci sia probabile malassorbimento del cibo.

Ma come posso ingerire un cibo e riconoscerlo nella cacca? Semplice, vorrà dire che dovrò usare alimenti che possano essere riconosciuti per un motivo o per un altro. Eccone due di facile reperibilità:

  • Semi di sesamo (da un cucchiaino ad un cucchiaio , mescolato in un bicchiere d’ acqua e inghiottito intero)
  • barbabietole rosse (una tazza cotte o crude basta che vengano consumate da sole)

rape-rosse

Come procedere: segnare l’ora dell’ingestione e controllare quando vengono espulsi: i semi non verranno digeriti quindi saranno visibili, la barbabietola colorerà le feci.

Un buon tempo di transito va dalle 12 alle 48 ore, tempi superiori alle 72 ore indicano costipazione. Ricordate però che le donne hanno transiti in media più lenti mentre gli uomini più veloci; è altrettanto vero che alcuni cibi hanno un transito più veloce o lento di altri a secondo di quante fibre o quanta acqua contengono. La nostra velocità di transito può variare anche a seconda dell’introito di caffeina o alcol e di altri valori. Quindi se potete ripetete questo test 3 volte in 3 momenti diversi della giornata per avere una media della vostra velocità di transito.


 

LA SCALA DELLE FECI DI BRISTOL

BristolStoolChart

 

Sempre da Wikipedia (lo so sono pigra):

La Bristol Stool Scale o Bristol Stool Chart o Scala delle feci di Bristol è uno strumento medico diagnostico, usato sia in ambito clinico sia sperimentale, creato allo scopo di classificare in categorie la forma e consistenza delle feci umane; la scala prevede sette categorie distinte. La forma e la consistenza delle feci dipendono con buona correlazione statistica dal tempo di permanenza delle stesse nel colon.

I sette tipi di feci previste dalla scala sono:

  • Tipo 1: Grumi duri separati tra loro, come noci/nocciole (difficili da espellere); dette anche feci caprine. Possono essere dovute a mancanza di fibre nella dieta, disbiosi, cura antibiotica recente.
  • Tipo 2: A forma di salsiccia, ma formata da grumi uniti tra loro. Può essere dovuta a IBS, emorroidi, ragadi.
  • Tipo 3: Come un salame, ma con crepe sulla sua superficie. Considerata morbida potrebbe però indicare una latente costipazione con problemi tipici del tipo 2.
  • Tipo 4: Come una salsiccia o un serpente, liscia e morbida. Ottima.
  • Tipo 5: Pezzi separati morbidi con bordi come tagliati/spezzati; chiara (facile da evacuare). Può essere considerata normale per alcune persone ma attenzione se riscontrate parti di cibo non digerite è sinonimo di incompleta digestione o di insufficiente quantità di fibra o di altri carboidrati che nutrono la flora intestinale.
  • Tipo 6: Pezzi soffici/flocculari con bordi frastagliati, feci pastose. Indica un transito troppo veloce compatibile con l’uso di lassativi, eccessivo stress o alcuni disordini intestinali.
  • Tipo 7: Acquosa, nessun pezzo solido. Completamente liquida. La classica diarrea che viene per influenza intestinale, intossicazione alimentare, irritazione intestinale o morbo di Crohn.

Insomma diciamo che la tipologia 3, 4 o 5 non ci fa preoccupare mentre per le altre forse è il caso di rivolgersi a un medico specialista.


 

ISPEZIONE VISIVA – PRESENZA DI CIBO NON DIGERITO

Le cause possono essere diverse, non tutte devono farci preoccupare. Quelle più probabili possono essere non aver masticato abbastanza, o aver ingerito grosse quantità di acqua mentre mangiavamo, aver mangiato troppo velocemente, aver consumato del cibo che non si digerisce facilmente (semi, noci, cereali, la buccia di alcuni frutti o di alcune verdure). Ma il cibo non digerito, soprattutto se si tratta di alimenti che di norma vengono digeriti con facilità, suggerisce la presenza di un’infiammazione intestinale, un assorbimento incompleto, bassi livelli di acido cloridrico nello stomaco o bassa secrezione di enzimi da parte del pancreas per esempio. Quindi in questo caso meglio rivolgersi a uno specialista.


 

LA CHECKLIST DELLA SALUTE INTESTINALE

Un modo semplice per capire se abbiamo un disordine intestinale è controllare la presenza di quei sintomi che potrebbero indicarlo. Di seguito fornisco una lista e se per caso riscontrate due o più sintomi allora forse è il caso di rivedere alcune delle vostre abitudini o di consultare uno specialista.

  1. Gas , gonfiore e eruttazione dopo i pasti
  2. Feci frequenti
  3. Alvo Alterno (stipsi e diarrea)
  4. Cibo non digerito nelle feci
  5. Indigestione e bruciore di stomaco
  6. Alito cattivo
  7. Sensibilità alimentare cronica
  8. Muco nelle feci
  9. Dolore o sforzo durante la defecazione

 

Quindi cosa fare se questi DIY TEST ci dicono che il nostro intestino non è proprio in forma? Ovviamente rivedere il nostro stile di vita (quanto beviamo, quanto camminiamo, quanto e come dormiamo, quanto siamo stressati), e il nostro regime alimentare. Consumare più fibra potrebbe aiutare ma non è così scontato comunque vale la pena provare e vedere se fornendo più cibo al nostro microbioma sia sufficiente a sistemare un’eventuale disbiosi. Se, invece, si sospetta qualcosa di più serio il mio invito è quello di consultare un professionista competente in grado di indirizzarvi verso i test più adeguati per fare innanzitutto la giusta diagnosi.


 

Citazioni

Parzialmente tradotto da: http://www.thepaleomom.com/5-gut-health-tests-you-can-do-at-home/

Bowel transit time.” NIH U.S. National Library of Medicine: MedlinePlus. Accessed April 20, 2016.

Degen LP & Phillips SF. “Variability of gastrointestinal transit in healthy women and men.” Gut. 1996 Aug;39(2):299-305.

Lewis SJ & Heaton KW. “Stool form scale as a useful guide to intestinal transit time.” Scand J Gastroenterol. 1997 Sep;32(9):920-4.

 

Rao SS, et al. “Evaluation of gastrointestinal transit in clinical practice: position paper of the American and European Neurogastroenterology and Motility Societies.” Neurogastroenterol Motil. 2011 Jan;23(1):8-23.

Cabot Health, Bristol Stool Chart – http://cdn.intechopen.com/pdfs-wm/46082.pdf, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41761316

http://static1.1.sqspcdn.com/static/f/1451532/22180508/1363249562587/bristol_stool_chart.pdf