Un protocollo nutrizionale particolare è quello che riguarda la DIETA CHETOGENICA. In realtà non possiamo parlare di protocollo unico perché di modelli alimentari in grado di indurre la chetosi ne esistono molteplici come molteplici sono gli ambiti terapeutici in cui si può applicare.
Molto brevemente e in modo superficiale posso dirti che una dieta chetogenica può essere di solito utilizzata per:

  • dimagrire in modo veloce e localizzato
  • avere una gestione migliore dell’insulina anche nel caso di diabete di tipo II
  • gestire l’insulino-resistenza come per esempio in caso di Policistosi ovarica
  • tenere sotto controllo emicranie frequenti
  • diminuire le crisi in soggetti epilettici farmaco-resistenti
  • migliorare l’acne

Esistono poi studi in altri ambiti che promettono risvolti interessanti per l’applicazione di questi protocolli ma al momento la comunità scientifica non li ha ancora accolti in modo univoco (alcune tipologie di cancro, alzehimer, etc).

Seguire una dieta di questo tipo non è semplicissimo o meglio la semplicità del protocollo dipende ovviamente dal motivo per cui la stiamo seguendo. Bisogna però anche dire che i benefici spesso sono talmente incidenti nella quotidianità del paziente da aumentarne di molto l’aderenza alla dieta nonostante le difficoltà. Molte persone si sentono più efficienti e performanti dal punto di vista mentale, per esempio, senza parlare di chi aveva una qualità della vita fortemente compromessa dai frequenti mal di testa o di chi solo così è finalmente riuscito a perdere qualche maledetto chilo.

Seguire un protocollo del genere ha anche degli inconvenienti e di solito vengono illustrati dal medico, nutrizionista o dietista che te lo ha proposto. Hanno a che fare con alitosi, costipazione, crampi, a volte dissenteria e un iniziale e transitorio mal di testa.
E’ però tutto molto soggettivo, non è facilmente prevedibile il modo in cui ognuno di noi reagirà alla chetosi. A volte si verifica quella che si chiama KETOFLU, la potremmo tradurre come chetoinfluenza perchè è proprio una condizione che ci fa sentire “malati” e può essere dovuta principalmente a due fattori:

  1. la chetosi è un regime che induce molta diuresi, soprattutto nella prima fase. Quindi si perdono inizialmente molti liquidi e con essi diversi elettroliti.
  2. Soprattutto se proveniamo da abitudini alimentari che prevedevano l’assunzione di molti carboidrati il cambio di abitudini repentine può creare qualche problema almeno in una finestra iniziale di transizione, in cui il nostro organismo si deve equipaggiare e abituare al nuovo regime, e in cui si può verificare un certo annebbiamento mentale, perdita di energia, nausea, forti mal di testa.

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Innanzitutto non preoccuparti, la Ketoflu dura circa 4-5 giorni (a volte anche di più, fino a 2 settimane) e puoi mettere in atto delle strategie per ovviare a questo problema. Vediamole insieme:

  • Nel caso in cui tu ti renda conto che prima di entrare in chetosi mangiavi proprio tanti carboidrati (pasta, pane, cereali, patate, frutta, dolci, etc) probabilmente ti conviene optare per un’entrata più dolce in chetosi o comunque prevedere un periodo di dieta lowcarb ma meno spinta di una chetogenica. In questo modo darai tempo al tuo corpo di modificare piano piano anche l’assetto enzimatico per gestire meno glucosio e più grasso.
  • Bevi molto, aumenta l’introito di acqua. Questo è uno dei punti chiave della dieta e su cui insisto con i miei pazienti, nonostante ciò c’è sempre qualcuno che torna al controllo dicendo che non lo aveva capito bene. Quindi a maggior ragione se avete i sintomi di un’influenza bevete bevete bevete acqua o tisane, basta che beviate bevande senza zucchero aggiunto ovviamente.
  • Ripristina gli elettroliti, soprattutto Sodio, Potassio e Magnesio. Quando si inizia un protocollo di questo tipo il professionista che ti segue indica, proprio perché è necessario, i vari integratori che devi prendere. A volte però, per alcuni soggetti, può essere necessario un ulteriore aiuto in questo senso, almeno nel periodo iniziale.
  • Aumenta i grassi. Sembra una cosa da matti ma non lo è. Aumentare l’apporto di grassi renderà più veloce la produzione degli enzimi per gestirli ed accorcerà quindi questa fase: olio, burro, olio di cocco e via dicendo.
  • Non aumentare invece l’introito di proteine. Se mangi troppe proteine queste verranno trasformate in zuccheri e il tuo processo di transizione rallenterà ulteriormente. Piuttosto consuma proteine che si portano dietro del grasso: tagli grassi, pancetta, formaggi grassi, pesci grassi (ottimo salmone, sgombro, acciughe).

Quali possono essere quindi dei semplici rimedi che ti aiuteranno a superare questa fase meglio e più velocemente?

  • BRODO DI OSSA: la lunga cottura, l’utilizzo di carni di alta qualità e la presenza dell’aceto in cottura fa si che questo brodo sia veramente ricco di minerali. Una tazza al mattino e una prima dei pasti ti aiuterà sicuramente.

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  • AVOCADO: aumenterà l’apporto di grasso e di potassio. Anche i funghi e le verdure a foglia verde aiutano il ripristino di questo minerale.

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  • Per il magnesio puoi consumare cioccolato fondente senza zucchero (di buona qualità e superiore all’80%), spinaci, mandorle e nocciole, pesce.
  • Puoi prepararti a casa una bevanda con acqua (500ml), succo di 1 limone appena spremuto, ¼ di cucchiaino di sale marino e ¼ di novosal. Se vuoi dolcificare usa stevia o eritritolo.

Non mollare, tieni duro per almeno 2 settimane e vedrai che tutto passerà facendoti sentire pieno di energie, soddisfatto, concentrato e in forma.