Non ho nulla contro gli uomini, per carità, ma ci terrei a spiegare perché da che mondo è mondo sono le donne quelle che più pagano le conseguenze di uno “stile di vita” errato includendo in quelle virgolette proprio tutto eh, dal cibo, al lavoro, agli impegni e via dicendo. Lo faccio perché noi tutte stiamo lì a cercare di ascoltarci e capirci, intuendo che il modo in cui il nostro corpo risponde al mondo è qualcosa di strettamente interconnesso a come il mondo ci tratta, ma solo poche riescono a decifrare questo linguaggio rimanendo a volte per sempre con la strana sensazione di aver capito fiaschi per fischi.

QUI vi avevo già introdotto al magico mondo dello stress quindi salterei a piè pari tutta l’introduzione per cercare di parlarvi, spero in modo comprensibile, di 3 ghiandole importanti un po’ per tutti ma in particolare per noi femminucce: Tiroide, Surrenali, Ovaie.
Vediamo un po’ meglio cosa fanno e come funzionano, per fare ciò vi spiegherò brevemente 3 assi endocrini:

  1. HPA ovvero l’asse Ipotalamo-Pituitaria-Surrenale
  2. HPT ovvero l’asse Ipotalamo-Pituitaria-Tiroide
  3. HPG ovvero l’asse Ipotalamo-Pituitaria-Gonadi

[Ho cercato di riportare degli schemi che ho disegnato a mano spero siano comprensibili :) .]


 

L’asse HPA (quello della ghiandola surrenale e del cortisolo per intenderci)

L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene è il principale effettore della risposta individuale allo stress o a una situazione potenzialmente pericolosa (attacco e fuga). In queste situazioni, l’organismo ha la necessità di utilizzare le risorse energetiche immagazzinate tramite l’alimentazione distribuendole a determinati distretti corporei. La sua funzione è resa possibile dal rilascio di ormoni che, attraverso la circolazione sanguigna, raggiungono gli organi-bersaglio e facilitano l’utilizzo delle nostre fonti di energie. Questo tipo di ormoni appartengono alla famiglia dei corticosteroidi: l’ormone inducente il rilascio di corticotropine (CRH, Corticotropin-Releasing Hormone), l’ormone adrenocorticotropo (ACTH, Adreno- CorticoTrophic Hormone) e il cortisolo. In pratica funziona così: i nostri organi di senso mandano un messaggio all’’ipotalamo che secerne il CRH immediatamente; questo raggiunge l’ipofisi dove induce la secrezione e rilascio di ACTH che, immesso nella circolazione sanguigna, raggiunge la corteccia surrenale dove induce rilascio di cortisolo e adrenalina. Il cortisolo in circolo aumenta la gluconeogenesi (produzione di glucosio), mantiene in equilibrio i liquidi corporei, potenzia le risposte immunitarie, agisce sulla sensibilità insulinica e sulla pressione sanguigna. Quindi in pratica l’organismo interrompe i processi catabolici (cioè di immagazzinamento di energia), e favorisce la trasformazione delle proteine complesse in zuccheri semplici nonché ci mette nelle condizioni migliori per poter rispondere con efficacia a una situazione di fuga e/o percolo. Ovviamente questo sistema gode di un servizio di controllo: è lo stesso cortisolo che ‘informa’ il sistema nervoso centrale (tramite recettori specifici localizzati a livello dell’ipotalamo e dell’ippocampo) il fatto che non sia più necessario continuare a secernere ormoni. Naturalmente, se un fattore di stress è continuamente percepito, l’asse HPA rimane attivo . Ed è per questo che lo stress cronico diventa un reale problema. Tutte queste funzioni che contribuiscono a mantenere sempre alto il cortisolo non ci danno più la possibilità di instaurare delle priorità.

HPA


L’asse HPT (la Ghiandola per noi nutrizionisti)

L’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide è responsabile della regolazione del metabolismo. Quando l’ipotalamo rileva bassi livelli circolanti di ormoni tiroidei (triiodotironina (T3) e tiroxina (T4)) risponde rilasciando l’ormone di rilascio della tireotropina (TRH). Il TRH stimola l’ipofisi a produrre l’ormone tireostimolante (TSH). Il TSH, a sua volta, stimola la tiroide a produrre gli ormoni tiroidei: T4 e T3 (la forma attiva). Anche gli ormoni tiroidei esercitano un controllo a feedback negativo inibendo l’ipotalamo e la ghiandola pituitaria.

HPT


L’asse HPG (la via degli ormoni sessuali)
Il ruolo primario dell’asse HPG è quello di controllare la riproduzione e regolare lo sviluppo.
L’ipotalamo rilascia l’ormone inducente il rilascio di gonadotropina (GnRH), che segnala alla ghiandola pituitaria la necessità di secernere due ormoni: l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolo-stimolante (FSH). LH e FSH agiscono direttamente sulle ovaie attivando la produzione di estrogeni e progesterone.
Uno dei motivi per cui le donne risentono maggiormente dello stress è il fatto che questo asse interagisce strettamente con l’asse HPA (il cortisolo ricordate?): ecco che lo stress è in grado di indurre problemi alla regolarità del ciclo, alla fertilità e via dicendo.

HPG
Come controllo regolatorio anche in questo distretto ci imbattiamo in meccanismi di feddback da parte degli stessi ormoni sessuali secreti. In realtà qui le cose sono un po’ più complicate; generalizzando e semplificando gli estrogeni determinano un feedback positivo aumentando l’attività dell’ipotalamo e della ghiandola pituitaria anteriore. Mentre il progesterone fornisce un feedback negativo, inibendo l’asse HPG. Durante il ciclo mestruale, il feedback positivo dovuto agli estrogeni prepara il follicolo ovarico e l’utero all’ovulazione e ad accogliere l’impianto embrionale. Quando la cellula uovo viene rilasciata, la produzione di progesterone inibisce l’ipotalamo e l’ipofisi, bloccando il feedback positivo dovuto agli estrogeni. Se la cellula uovo viene fecondata, è il feto che inizia a produrre il progesterone. Se invece non si verifica alcuna fecondazione la produzione di progesterone inizia a diminuire, il che permette all’asse HPG di indurre le mestruazioni e il ciclo riinizia da capo.

mestruo

Ora ci tengo a sottolineare che tutta questa spiegazione è molto molto semplificata, naturalmente esistono altri ormoni che entrano in gioco in tutti e 3 gli assi ma non è certo un trattato di fisiologia quello che voglio fare. Piuttosto darvi una idea generale del funzionamento, complessità e interconnessioni. Comunque sia potete fare riferimento alla figura sopra per avere un’idea un pochino più precisa della regolazione del ciclo mestruale, delle sue diverse fasi e dei livelli di ormoni circolanti.


DISCORSI TRA GLI ASSI

Ora mi verrebbe da dire che nessun asse endocrino è un’isola, per cercare di prepararvi a quello che vi sto per spiegare. Questi sistemi endocrini, lo avrete già capito, interagiscono tra di loro, si parlano e si influenzano l’un con l’altro, e questo nelle donne è ancora più evidente.
Ad esempio, come spero riusciate a vedere nel disegnino sotto, il progesterone attiva l’asse HPA (il cortisolo) e probabilmente questa interazione rientra nei complessi controlli metabolici e cambiamenti fisiologici che avvengono in gravidanza e che assegnano nuove priorità per il nostro corpo in questa fase della vita. O anche molto semplicemente sottende a quella fame particolare che ci coglie nel periodo premestruale.

ormoni2
Il cortisolo, dal canto suo, inibisce l’asse HPT (tiroide) e HPG (ovaie) in più punti:

  • Riduce la produzione di GnRh da parte dell’ipotalamo
  • Riduce la produzione di FSH e LH da parte della ghiandola pituitaria anteriore.
  • Sopprime la funzione ovarica a più livelli e quindi riduce la produzione di estrogeni e progesterone (d’altro canto se ci pensiamo bene la funzione riproduttiva non è certo una priorità in una situazione di pericolo).
  • Inoltre, quando l’asse HPA è stimolato, il nostro organismo usa il progesterone come substrato per creare altro cortisolo, contribuendo maggiormente ad abbassarne la quota presente e a dare sintomi di dominanza estrogenica [1] durante stress cronico.
  • Inibisce, insieme al CRH, la produzione di TSH
  • Inibisce la conversione di T4 in T3 (* nella figura), supportando invece la conversione di T4 in rT3 (o T3 inversa), forma intermedia e non attiva del passaggio da T4 a T3.

[1] Per dominanza estrogenica intendo un quadro ormonale in cui si ha eccesso di estrogeni rispetto al progesterone (non necessariamente livelli di estrogeni particolarmente alti, quanto proprio un rapporto estrogeni/progesterone sbilanciato verso i primi). E’ uno squilibrio fra l’effetto più stimolante degli estrogeni (ansietà, insonnia, ritenzione idrica, ecc.) e quello più calmante del progesterone (pazienza, sonno, torpore, ecc.)


E LA DOMANDA SORGE SPONTANEA…

…ma se una situazione di stress si protrae nel tempo che succede allora?

Se per lungo tempo subiamo l’effetto di agenti stressogeni e iniziamo a non uscire più molto per puro diletto, a non riuscire ad essere attivi di giorno, a passare le notti in bianco, a consumare caffeina e zucchero per riuscire ad affrontare la giornata che succede?

Potrebbe succedere che la funzione riproduttiva, digestiva, il nostro sistema immunitario e tutta una serie di altre funzioni importanti non vengano più percepite come priorità dal nostro organismo?

Beh, direi che a questo punto abbiamo quel minimo di conoscenze necessarie per rispondere di sì!
In particolare per noi donne una situazione del genere vuol dire che il nostro metabolismo si abbassa, la nostra tiroide inizia a non funzionare più bene, il nostro progesterone inizia ad essere convertito in cortisolo.
Cortisolo, progesterone, estrogeni e testosterone, di fatto, condividono uno stampo da cui vengono creati che è il colesterolo. Il nostro colesterolo viene utilizzato (come vedete nello schema) per creare tutti questi ormoni: viene convertito in prognenolone, poi in deidroepiandrosterone (DHEA) o in progesterone. Il DHEA può diventare testosterone o dare estrogeni mentre il progesterone sarà usato per dare cortisolo, come abbiamo visto anche in altri schemi, e aldosterone.

Quando siamo sotto stress, l’asse HPA è sempre attivato e inizia a usare il progesterone per avere sempre più cortisolo e consuma anche la fonte a monte: il pregnenolone, che non solo serve per creare progesterone ma anche DHEA, estrogeni e testosterone.

ormoni3

ormoni4 Derivazione comune dal colesterolo degli ormoni considerati: situazione fisiologica e di stress cronico


Il discorso è molto complicato, non aggiungerei altri mattoncini ma mi complimento con voi se mi avete seguito fino qui. L’importante comunque è che sia chiaro che lo STRESS CRONICO ha effetto sui nostri ormoni sessuali e sul nostro metabolismo. I sintomi sono tantissimi e includono:

  • depressione
  • ansia
  • perdita dei capelli
  • irsutismo
  • mal di testando
  • annebbiamento
  • perdita della memoria
  • perdita della libido
  • secchezza vaginale
  • tensione alle mammelle
  • disfunzioni tiroidee
  • osteoporosi
  • sindrome premestruale accentuata
  • infezioni urinarie
  • aumento di peso o difficoltà a dimagrire
  • ritenzione idrica
  • gonfiore
  • disturbi del sonno
  • cambiamenti di umore
  • ciclo irregolare
  • amenorrea
  • infertilità
  • cicli molto abbondanti
  • vampate di calore
  • sudori notturni
  • endometriosi
  • fibrosi
  • insonnia
  • problemi nel parlare
  • fatica
  • debolezza
  • acne
  • pelle secca
  • unghie fragili
  • sensibilità al freddo
  • costipazione

Un bel colpo d’occhio questa lista, non è così? Non vi siete spaventate vero? Non vorrei aver contribuito a mettere ansia, se è così me ne dispiace. Volevo solo farvi capire quanto delicato sia il nostro equilibrio e che molti dei nostri stati fisio-psicologici hanno delle risposte che vanno oltre le facili battute a cui siamo abituate e che eviterò di ripetere in questa sede. So che avete capito a cosa mi riferisco.

Certo non vi lascio così, non subito almeno. Questo è il quadro generale ma noi, se ci troviamo in una situazione del genere, possiamo fare molto per migliorarlo.
I punti chiave sono:

  1. Prima di tutto prendere coscienza della problematica, ognuno a modo suo.
  2. Individuate le fonti di stress e cercate di eliminare l’eliminabile. Sono certa che qualcosa si possa lasciare per strada no?
  3. Imparate a dire un bel grosso e sentito NO
  4. Chiedete aiuto, pretendetelo da chi vi sta vicino. Fatevi aiutare nelle faccende, nelle incombenze, demandate. Non dovete fare tutto voi.
  5. Cercate di dormire abbastanza, almeno 8 ore
  6. Mantenetevi attive senza strafare
  7. Cercate di divertirvi
  8. Coccolatevi come potete
  9. Ridete, ridete!
  10. Cercate di passare tempo di qualità con chi amate
  11. Fate l’amore e BENE
  12. Uscite fuori di casa
  13. Imparate a meditare, rilassa.
  14. Se non l’avete cercate un hobby per voi piacevole e sostenibile: io per esempio faccio foto.
  15. Cercate di eliminare caffeina, eccitanti e alcol; almeno per un po’.
  16. MANGIATE MEGLIO

Ecco questo ultimo punto sarà l’argomento del mio prossimo articolo. Inutile che ne parli qui, ho già detto fin troppe cose. Vi anticipo però che la dieta è in grado di influenzare tutti e 3 gli assi di cui vi ho parlato oggi. Volete sapere come o vi ho già troppo annoiato?


Bibliografia:

Il sito di The Paleo Mom
“The cortisol connection diet” di Shawn Talbott
S Hiller-Sturmhöfel, A Bartke The endocrine system: an overview. Alcohol Health Res World: 1998, 22(3);153-64
Sito di embriologia